Il saggio del marchesino Eufemio

Il saggio del marchesino Eufemio

A dì trenta settembre il marchesino,
D’alto ingegno perchè d’alto lignaggio,
Diè nel castello avito il suo gran saggio
Di toscan, di francese e di latino.

Ritto all’ombra feudal d’un baldacchino,
Con ferma voce e signoril coraggio.
Senza libri provò che paggio e maggio
Scrivonsi con due g come cugino.

Quinci, passando al gallico idioma,
Fe’ noto che jambon vuol dir prosciutto,
E Rome è una città simile a Roma.

E finalmente il marchesino Eufemio
Latinizzando esercito distrutto
Disse exercitus lardi, ed ebbe il premio.

Giuseppe Gioachino Belli
22 luglio 1845
Da “Poesie inedite” di Giuseppe Gioachino Belli Romano, Volume 1″, Roma, Tipografia Salviucci 1865, pagina 29

 

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